Il metodo del marketing pandemico

 

Come si affronta un problema di Marketing?

In pratica come si aumentano le vendite  e gli incassi?

Soluzioni facili non ci sono, né tanto meno metodi pre-fabbricati. Leggo molti post al riguardo, specie da imbonitori del così detto web-marketing che offrono pacchetti pronti per essere miliardari .

Poi ci sono invece gli accademici, che invece si aggrappano agli inglesismi più raffinati per “idealizzare” i mercati, e vai con targeting (che poi significa solo colpire il bersaglio), posizionamento, differenziazione, market share ecc. ecc.

Tutto ciò fa brodo, spesso funziona, tuttavia non è propriamente il marketing pandemico di scuola “mucca viola”. Infatti Godin non parla mai in questi termini, anzi non li cita proprio.

Il problema è di come si imposta il problema. Ci sono due modi di affrontare il problema.

-Metodo scientista detto  DE-DUTTIVO

Un modo di risolver il problema è pensare dall’alto ciò che si vede. Sulla base di quanto si analizza posizionare il prodotto in modo tale da essere differenti dagli altri competitor e così da ottener un vantaggio competitivo da difendere e vendere meglio.  In pratica si DEDUCE da quello che si osserva il mancante e si realizza il prodotto un prodotto che scaturisce da queste valutazione deduttive scientiste.

Questa parte dal presupposto dei bisogni delle persone, come se avessimo bisogni da soddisfare e questi siano misurabili. Una volta individuati, sempre che ci riusciate, allora li si soddisfa con un prodotto abbisognato.

(Il sillogismo deduttivo  rese celebre tale metodo: esempio

a )Tutti gli uomini sono mortali

b) Socrate è un uomo

deduco che

c) Socrate è mortale

MA ANCHE con tale metodo si arriva all’assurdo e si ottiene:

a) Tutti I gatti Muoiono

b) Socrate muore

deduco che

c) Socrate è un gatto !!!!!!)

– Metodo empirico detto IN-DUTTIVO  

Questo metodo parte invece dalla possibilità infinita di sognare e creare in modo visionario a partire dalla esperienza sul campo.

A fronte di un mercato che prima di immettere il nostro  prodotto, la nostra offerta  non esiste, in quanto non c’è la domanda, che si crea invece dopo che la nostra offerta si crea.

Qui si parte dai desideri infiniti delle persone che vengono ad essere stimolati dalla nostra offerta. Desideri inconsci anche a noi stessi. Prima di vedere un oggetto esposto non vengo preso dal desiderio di possederlo. DOPO però sono assalito dalla volontà di averlo.

Ad es. passo davanti a una  vetrina per dolci. Vedo una pasta e tac, il desiderio di gustarla mi assale, o subito o domani la mangerò. Il bisogno di nutrirmi tuttavia c’è sempre sotto, altrimenti muoio, ma lo posso soddisfare anche con un po di pane sciapo. Ma l’acquolina in bocca te la da solo il desiderio di quella visione.

Ecco il marketing pandemico si basa sugli esperimenti per scatenare i desideri delle persone.   In particolare delle persone giuste, difficili da “targettizaione” ex-ante, al limite  è possibile coltivare ambienti e terreni giusti ove poter infettare le persone innovative le quali a loro volta propagheranno il prodotto star-ordinario.

Se analizzate le storie dei successi di marketing, troverete che sono tutti partiti da questo. Non certo dal “targeting”.

Alcuni esempi:

Prima che si imponesse in Italia il consumo del caffè questi non esisteva, nessuno andava in giro a chiedere un caffè. Semplicemnte NON C’ERA. Tanto meno esisteva il bisogno del caffè, tuttavia da sempre esisteva il bisogno di stare fuori, con gli amici, a giocare e magari a sorseggiare qualche bevanda, fosse solo acqua o…. orzo.

Tuttavia una volta che una serie invenzioni per estrarre il gusto del caffè e fare un espresso di  pionieri pazzi e testardi con i loro fallimenti e riprove hanno creato un mercato miliardario, inventando il desiderio di questa meravigliosa bevanda.

Idem per il cioccolato, per il pomodoro (inesistente nella cucina italica fino alla prima guerra mondiale). Così per i recenti gadget tecnologici, considerate il telefono, sul quale Motorola e Nokia sembravano imbattibili eppure arriva Jobs e senza metodi deduttivi, ma solo sperimentando, intuendo e …… sognando (be foolishy e be hungry) ha creato un qualcosa che nemmeno i futurologi più avanti si sono immaginati, l’iphone. (anche il telefono con i fili e senza fili ha scatenato desideri, ma il bisogno di comunicare lo abbiamo sempre avuto).

Il marketing pandemico  parte dalla sperimentare, sulla base magari di molta ricerca e perseveranza a fronte di errori che servono per perfezionare il prodotto. (Ricordo di leggere il libro di Tim hartford: elogio degli errori).

Solo sbagliando si può fare del grande marketing. Certo che una volta che si è aperto un mercato risultano molto utili alcune tesi scientiste del posizionamento, del targeting. ecc. ecc. Ma sono le fasi finali del marketing una volta che avete aperto il vostro mercato non  le iniziali.

Il marketing pandemico è esperienziale e induttivo, parte dal basso, dal piccolo dal concreto visionario, per poi spiccare il volo prendendo spunto dai propri errori per migliorare. Se proprio il progetto non decolla meglio abbandonare la nave e tentare altre vie.

Ricordate sempre : FALLISCHE LA VISION E LA MISSION MA NON FALLITE VOI

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