Elegia degli errori: I TRE principi di Palchinsky

Prendo spunto da una frase pronunciata spesso dal grande capo della azienda Multinazionale svedese IKEA:

solo chi dorme non commette sbagli.

L’errore, lo sbaglio, l’abbaglio chiamatelo come volete fa parte del momento di crescita di ogni marketing pandemico e della sua impresa.

Sbagliare serve tantissimo.

Si può dire che la sofferenza che provoca l’errore, specie se non di poco conto, ci rende più forti, senza scomodare Nietzsche (ciò che non mi uccide mi rende forte).

Occorre quindi scrivere e vivere l’elegia dell’errore. Solo con gli errori sono possibili i progressi. Spesso i libri parlano dei grandi uomini dedicando ampio spazio alle loro vittorie o imprese, ma non sottolineano abbastanza il percorso fallimentare che li hanno preceduti.

Tutti noi siamo figli dei fallimenti passati, di progetti saltati, di stupidaggini perpetrate.

Qualcuno, penso la maggior parte, con la logica dell’errore si arrende, altri spesso inconsciamente o anche solo testardamente provano altre strade, sbagliano di nuovo e ritentano altre strade, fin quando una luce ,un bagliore li illumina sulla via che conduce al successo.

Ma occorre tempo, molto tempo, e quel tempo spesso viene poco evidenziato da chi invece osserva giudica ed invidia solo la punta dell’iceberg vittoriosa.

Un libro di Tim Hartford, noto economista inglese, ha messo in evidenza come gli errori siano fonte di mirabili progressi. La narrazione parte dal racconto di Piotr Palchinsky, al cui cospetto mi inchino (ricordato anche in Alexander Solzhenitsyn’s The Gulag Archipelago (1974) come un  ingegnere russo trucidato dai comunisti) proprio perché aveva elencato gli errori e gli orrori che si stavano perpetrando in russia in nome dello scientismo più sfrenato che voleva a tutti i costi eliminare gli errori umani. Infatti nel socialismo reale gli esperimenti tipo prova ed errori erano banditi. In pratica i progetti, che SULLA CARTA, erano perfetti sarebbero stati ugualmente perfetti nella realtà.  L’ingegnere si oppose con dati alla mano con pampleth dettagliatissimi e fu torturato umiliato e trucidato insieme alla moglie alla luce del progresso senza errori di stampo socialista.

Prima di morire però nei suoi scritti, lasciò un elenco invece di come i progetti devono comprendere, controllare e semmai migliorare gli errori che  si commettono , e  che sono necessari.

I TRE PRINCIPI DI PALCHINSKY

1.  Testare nuove idee e provare nuove strade

2. Sperimentare sempre, tuttavia farlo nella misura in cui si possa sopravvive al fallimento completo.

3.Cercare riscontri e imparare dai propri errori lungo il percorso, ovverosia l’importanza fondamentale del feedback.

Sono  principi che a colui che fa marketing pandemico servono eccome e ci

  1. Insegnano che i progetti che sulla carta sembrano bellissimi, occorre poi sperimentarli.
  2. Insegnano  a bandire la paura  della sperimentazione dei  nuovi progetti
  3. Insegnano ad essere attenti alle informazioni che arrivano dalla sperimentazione.
  4. Insegnano ad affrontare il rischio con la consapevolezza che possiamo errare.
  5. Insegnano a essere pronti a sperimentare e cambiare verso  nuove strade, senza le quali non si migliora mai. Al peggio abbandonare il progetto.

Certo comprendo che chi lavora e sbaglia ne subisce le conseguenze, magari in termini professionali.  Tuttavia un’impresa che non permette alle persone di sbagliare non va da nessuna parte.

Importante è però il principio 2  e 3 ovvero comprendere l’errore e evitare di farlo in futuro.

Ecco se uno persiste nell’errore, nonostante tutto, allora si (tipico dei politici italici che non subiscono mai le conseguenze delle loro scelleratezze) merita una lavata di capo, specie se i segnali sono estremamente negativi, ma anche qui dipende.

Ma nel marketing l’errore , il prova e sperimenta, il tentare di nuovo sono alla base di ogni successo.

Dietro ogni imprese ci sono decine centinaia di prove ed errori. Basti pensare ai 17 fallimenti della catena geneRale sudista che fondò la KFC.

In conclusione, sia benvenuto l’errore perpetrato con assoluta franchezza ed onestà intellettuale, prontissimi a cambiare strada se non dovesse essere quella giusta, oppure se lo è ma occorre solo cambiare terreno, con coraggio si cambi terreno e si continui a percorrerla. Ricordiamoci sempre:

 FALLISCE IL PROGETTO, NON FALLISCE LA PERSONA CHE LO REALIZZA. 

 

Annunci

5 thoughts on “Elegia degli errori: I TRE principi di Palchinsky

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...