Fornitori cigni neri e i rischi d’impresa.

Spesso guardiamo con ammirazione e con un pizzico di sana invidia, i mostri sacri dell’imprenditoria mondiale. Coloro che hanno ottenuto successi clamorosi così da essere conosciuti con i loro Brand da miliardi di persone che tutti pensano siano per sempre irraggiungibili. Tuttavia le cose per loro non sono state sempre rose e fiori, anzi. A fronte di clamorosi successi si sono dovuti imbattere in momenti assai delicati, che hanno rischiato di rovinarli.

Come spesso sottolineo, il Marketing e specialmente l’account dei clienti e dei fornitori, non E’ una scienza esatta. Nè risponde in maniera chiara ed evidente ai piani che uno elabora. Specie i business plan, inoltre basta un “cigno nero” e tutto va a ramengo. Certo ci sono anche i cigni Bianchi ma occorre saperli  individuare ed avere il coraggio di tentare nuove soluzioni spesso rischiose.

In questo post porto l’esempio di due grandi aziende che hanno rischiato in modo eccezionale di non diventare quello che oggi sono diventate. Per una serie di cause hanno dovuto quasi ricominciare da zero, per poi affermarsi e magari imparare dai propri errori, commettendone però altri in seguito di diverso tenore.

In pratica entrambe hanno avuto seri problemi con i loro principali fornitori che lasciandoli praticamente con le braghe calate li hanno costretti a inventarsi una strategia simile, innovativa e vincente per l’epoca.

 

– NIKE

La meravigliosa azienda americana nasce per offrire al mercato dei giovani atleti universitari scarpe economiche provenienti dal Giappone, quelle che oggi si chiamano Asics. All’epoca le scarpe IN erano tutte della tedesca Adidas.  Il successo fu clamoroso. Sold out in ogni campus in cui andavano con il furgoncino a vendere. Poi intuirono di valorizzare il brand attraverso la sponsorizzazione di alcuni atleti emrgenti, e l’esplosione pandemica del prodotto fu enorme. (magari più avanti scriverò un post dettagliato su Nike, ma credo sia molto conosciuto).

Tuttavia ad un certo punto arriva il cigno Nero. L’azienda Giapponese intende vendere direttamente negli USA. Niente più fornitore. Dall’Oggi al domani. PANICO ASSOLUTO. Che fare? Si arrabattarono a trovare produttori in tutto il mondo, e dove li scovarono in ASIA. Furono rischiosamente  i pionieri della produzione in Asia tipo cina e taiwan. In più poco dopo innovarono quasi per caso la suola con il tosta dolci e gli atleti ne  furono entusiasti. In pratica da un quasi fallimento a conquistare l’olimpo degli articoli sportivi in 3 mosse prova ed errore : salta fornitore, trova nuova fornitore, inventa per caso e credere sia ottimale e lanciarlo col rischio che non piaccia.

IKEA

La storia di Ikea potete facilmente trovarla un po’ ovunque. Quello che a me interessa sono i due episodi che resero quasi fallimentare l’esperienza Ikea. Il primo fu quando in Svezia stavano esplodendo il fenomeno dei mega negozi. E IKEA che all’inizio vendeva solo su catalogo fu costretta a impegnarsi fino all’ultmo centesimo per realizzare un mega-store al centro di Stoccolma. E gli andò benissimo.Ma dovette veramente indebitare per oltre 2 milioni di euro dell’epoca. Non credo abbia dormito notti tranquille il capo.

Inoltre sempre in quel periodo si rivoltarono i fornitori  contro la politica dei prezzi applicata ed anche  perché un po’ di invidia chissà. Al che il patron di Ikea non si sa come gli venne l’idea , si rivolse oltre confine. In Polonia sotto il periodo comunista c’erano molti falegnami capaci di sfruttare le foreste del luogo a prezzi stracciati. In qualche modo, si dice quasi alcoolizzandosi, strappò contratti vantaggiosi per rimpiazzare i fornitori rivoltosi. E così dal 1961 Ikea produce in Polonia la sua famosa Billy.  Salvandosi da un disastro annunciato.

Conclusione. Il percorso dei grandi Marchi è pieno di ostacoli, non ultimo quello della scelta dei fornitori. Il loro potere contrattuale va al di là di quanto possiamo controllare, tuttavia va messo in conto la possibilità di dover trovare soluzioni creative per superare i momenti di crisi, che state pur certi prima o poi arriveranno, o se arriveranno.

Pertanto un monito a tutti coloro che sono in viaggio verso le mete della propria impresa. Scegliete bene i vostri fornitori, cercate di essere complementari con loro, tuttavia siate sempre pronti senza scoraggiarvi se si dovesse palesare il “cigno nero”, questi fa il nostro gioco se sappiamo con coraggio, e fegato sano, riuscire a superar la crisi con creatività percorrendo strade non battute, alle quali tra l’altro siamo obbligati a fare, pena la chiusura.

 

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