Per avere manager bravi bisogna pagarli molto (o no?)

interessantissimo articolo
esperienziale.
ottimo contributo di riflessione,
specie con le condivisibili conclusioni

romano cappellari

Non c’è pendolare che nei giorni scorsi non abbia scambiato con gli amici un paio di battute sulla ormai famosa affermazione di Mauro Moretti, l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, che si è dichiarato pronto a lasciare l’azienda nel caso di un taglio di stipendio. In un’azienda grande e complicata come le Ferrovie, è stata la tesi di Moretti, delle retribuzioni “elevate” sono indispensabili per attrarre manager bravi che altrimenti se ne andrebbero altrove. Nel dibattito che ne è seguito, che ha preso peraltro in buona parte una deriva populistica, molti autorevoli commentatori hanno precisato che il vero problema non starebbe nell’avere retribuzioni elevate, ma nell’ancorarle ai risultati ottenuti: tanti soldi sì, ma solo a chi li merita.

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Su questo punto andrebbe osservato che dopo diversi decenni di dibattiti nella letteratura economica e aziendale (si guardino a questo proposito cinque lustri di documentati lavori di Kevin J. Murphy della…

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