Marketing Territoriale Pandemico

Il Marketing in Italia rimane sempre una brutta parola. In ogni contesto in cui viene usata, ed abusata, è sinomino di truffa, pubblicità ingannevole o peggio.

Segno evidente di come chi lavora nel Marketing non si è conquistato la fiducia e ha permesso che la sola comunicazione aziendale coincida con  il Marketing, soprattutto quando questa comunicazione risultasse ingannevole.

Prendiamo il caso del cosiddetto Marketing territoriale, tanto caro alle alle amministrazioni pubbliche. Con questo termine si indica semplice una comunicazione verticale, dall’alto in basso, per promuovere alcuni luoghi del territorio.

Una comunicazione che in genere si realizza attraverso comunicati stampa, e relativo Buffet, stampa di Brochure e volantini e affissioni di cartellonistica varia. A volte seguono immancabili convegni con presenza massiccia di parassiti e per finire se ci sono i soldi con minime produzioni di clip televisive trasmesse su  vari canali, dai nazionali ai locali.

RISULTATI ?  Immaginate !!

Ecco questo NON E’ MARKETING TERRITORIALE. Semplicemente sperpero di denaro pubblico da ripartire tra tutti coloro che ottengono i suddetti lavori comuicativi, grazie a prebende varie, ma di certo scarsi sono le opportunità per realizzare un importante rilancio economico del territorio.

Un serio programma di Marketing parte da una Mission e da una strategia che per  prima cosa individua un Prodotto Stra-ordinario. Non è sufficiente dire o far vedere, il mare più bello, il sole più caldo, il cibo più buono,

perché 

E ‘ SCONTATO CHE LO SIA.

CI MANCHEREBBE ALTRO .

Un prodotto che induca a far parlare di sè deve  invece sorprende, essere  unico inimitabile esclusivo!! Insomma per far parlare occorre  un quid in più del semplice spot sulle Bellezze italiche o sulle sue Bontà. Queste sono date per scontate e non scatenano il passaparola e di conseguenza la Pandemia.

Ecco occorre prima lavorare sulle particolarità  da offrire, ance magari a partire dal  territorio, evidenziare le UNICITA’  e semmai non ci sono CREARLE.

L’Italia negli ultimi 10 anni ha perso il dominio del turismo, in Europa a favore pensate un po’ di Spagna e Berlino, e nel Mondo emerge Dubai, Abu Dhabi, Paesi in Pieno deserto che nulla avevano di attrattivo e ora invece sono incredibilmente attraenti perché SORPREDONO di continuo.

Non si uò certo dire che dieci anni fa, i manuali di turismo avrebbero minimamente pensato a come potesse cambiare il flusso turistico, Invece è avvenuto, questi posti ci hanno sorpreso, e non esiste persona che non desideri viaggiare in quei luoghi molto ma molto insoliti. Le persone GIUSTE, magari per ora, alle quali, prima o poi seguiranno la maggioranza. E allora siamo proprio fregati .

E noi? I cari e simpatici assessori ancora pensano di attrarre turisti con la qualità dei nostri salami o per i 440 musei, no dico 440 musei, ma chi ci va a un museo.

Su dai siamo seri!!!

Quanti vanno a Parigi solo per il LOUVRE, o per altri Musei!!!

Chi va a Londra solo per visitare la National gallery.

Si certo ci si va, ci mancherebbe, ma non sono quelle le attrattive OGGI che posso invogliarti.

Il Marketing Territoriale esige una chiara Mission che sviluppi la strategia in modo da offrire un prodotto Stra-ordinario,  UNICO ed INSOSTITUIBILE al quale non si possa fare a meno di visitare. Un vero e proprio lavoro di Marketing, la semplice comunicazione è totalmente INSUFFICIENTE e non è Marketing, semplice comunicazione.

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2 thoughts on “Marketing Territoriale Pandemico

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