La coda lunga della Birra in Italia

In Italia negli ultimi anni si assiste a un fenomeno molto interessante nel settore del Beverage. Una esplosione di micro aziende che producono birra. L’associazione Birrifici italiani ne conta ben 450.

Approfitto di questo interessante fenomeno per spiegare il concetto della Long-tail ovvero la coda lunga.

  • I leader del settore birra in Italia detengono poco più del 65% del mercato, pari a quasi 4 milioni di ettolitri di birra venduti per un miliardo di euro di controvalore. Eineken, Peroni, Inber e Carslberg.
  • Altre quote percentuali importanti appartengono a birrifici medio grandi, che detengono oltre il 30% del mercato con quasi 400 milioni di euro di controvalore. Sono Forst/Menabrea, Castello/Pedavena.
  • Ma il fenomeno interessante sono gli utlimi arrivati, ovvero quei 450 birrifici che detengono a malapena il 2,5%, 25 milioni di ettolitri, del mercato per un valore però doppio rispetto alle quantità, ovvero il 4% del totale pari a 40 milioni di euro circa.

Stiamo dunque parlando di un fenomeno di Nicchia rispetto ai giganti, ma anche rispetto ai medi. Un fenomeno però interessante da un punto di vista di marketing e da segnalare per diversi aspetti.

  • In primis emerge la volontà e la capacità di essere “makers” e realizzare una birra in proprio risulta oggi essere assai agevolata dalla tecnologia e dalle sostanze che si riescono ad ottonere per fare la birra. (esistono anche birrifici che producono birra per conto terzi in quantità limitata, ognuno può  andare là e farsi la propria birra a piacere per uso personale o … di pub). Micro birrifici che producono solo pochi ettolitri a un massimo di 25 mila ettolitri di birra.
  • In secundis. Il fenomeno è in espansione, fino a poco tempo fa le Big del settore detenevano ben oltre il 75% del mercato, che ora vedono lentamente da una parte rosicchiare, dall’altra però c’è da  sottolineare il costante aumento di chi si avvicina alla birra e pertanto la fetta si allarga, e se la quota di mercato scende, il valore rimane invariato o in aumento. Ma molto lentamente, … per ora !!!
  • In Tertius (sarà giusto in latino?): anche la GDO ha compreso bene il fenomeno e ha iniziato a mostrare moltissime  marche nei supermercati mediamente se ne contano 33 referenze. Fino a pochi anni fa il reparto birra in pratica non c’era. Oggi invece signoreggia in genere vicino al reparto vini.
  • In tertius bis: aumento dei momenti per bere birra, come aperitivo ad es. e aumento immigrati che consumano generalmente più birra (nonostante maometto).
  • In quartus: sui 450 micro birrifici solo 30 di loro, meno dell’8%, riesce a vendere il prodotto che realizzano in un supermercato o nella GDO.  Dunque “Makers” si ma come al solito, con evidenti problemi di marketing.   Si realizza magari un prodotto stra-ordinario ma non lo si sa vendere, promuovere divulgare ecc. ecc. in pratica tutti gli aspetti del marketing dal packaging, alla comunicazione, al Brand Awarenes, al prezzo, sono completamente ignorati dai nostri amici “makers” birrai.
  • In quintus: l’eccezione tra i micro birrifici è il sig. Teo Musso, che si pensa sia stato il primo a craere dal nulla la coda della birra, in quel di cuneo nel lontano 1996. Oggi la ditta Baladin penso detenga una ampia fetta della nicchia birra artigianale. Ha aperto anche osterie in italia e nel mondo , e non svende sicuramente la sua birra anzi, il prezzo è decisamente alto, ma il prodotto stra-ordinario e il marketing pandemico del Sig. Musso funziona eccome.

Per concludere il fenomeno a cui assistiamo si espanderà ancora e di molto, c’è spazio per chi sa essere un ottimo “makers” e al contempo capire il modo di creare una domanda attorno al proprio prodotto, con tutti i modi creativi consentiti dal  marketing pandemico, collaborativo, culturale e spirituale.

Sono sicuro che lo stesso fenomeno della cosa lunga stia avvenendo in tantissimi altri settori. Si aprono enormi opportunità di fare mercato, grazie ai tre aspetti segnalati nel miei articoli precedenti sulla coda lunga, tuttavia per sfruttarla non è sufficiente un prodotto stra-ordinario occorre anche mettere in pratica tutte le azioni tali per cui il prodotto si venda da se. That’s Marketing ….

Occorre avere : FIDUCIA, CORAGGIO, INTRAPRENDENZA, SPIRITUALITà VISIONARIA e ….magari uno Stato meno opprressivo.  Ma ogni ostacolo apre nuove opportunità.

3 thoughts on “La coda lunga della Birra in Italia

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