marketing pandemico: da topolino a peppa pig

Ho un bimbo di 16 mesi, come potete immaginare sono immerso nei cartoni animati spesso, ormai è una ossessione ma anche una liberazione, lo ipnotizza per quel tempo che basta affinchè il babbo possa fare altro.
Mi ha permesso così di riscoprire un mondo che avevo in memori, quello dei toons americani ai quali ero molto affezionato. In particolare leggevo ogni venerdì Topolino, avevo tutti i numeri e li rileggevo spesso.
Faccio spesso vedere i cartoni walt disney a mio figlio con successo, tuttavia la concorrenza dei nuovi peppa pig è molto sentita.
Allora mi sono chiesto come la pandemia dei due cartoni sia nata e come si sia sviluppata nel tempo.
Allora tutti conoscono la storia più o meno romanzata del grande Walt Disney, in particolare mi preme sottolineare che prima di sfondare ha fallito ben due volte, e una terza mentre stava per decollare gli fregano i diritti di un cartone “oswald the rabbit” e gli portano via molti collaboratori, ma non forse il più bravo, con il quale perfezione la figura di Michey Mouse.
All’epoca imappazava però Felix, il gatto, fino a poco tempo fa ancora in edicola, o perlomeno io lo ricordo.
Walt propone un topo, giusto per differenziarsi, ma a dire il vero le linee di disegno sono le stesse.
La vera novità però sarà l’introduzione del sonoro, e BOOM, successo strepitoso con il prodotto stra-ordinario.
Intuisce che il sonoro da poco lanciato, associato ai toons è il futuro, e pensate contrabbanda pure una macchina apposita per realizzare i cartoni.
Insomma con anni di anticipo intuisce l’importanza della sinestesia, oltre la vista l’udito.
Siamo nel 1929-1932 e inventa le “silly Symphony” ,


Ecco la Walt Disney diventa per anni il pionere di un prodotto stra-ordinario, che va al di là dell’ordinario, solo aggiungendo il sonoro ai suoi, in modo sempre più elaborata, ricordate “fantasia”, capolavoro assoluto. Al contempo sforna di continuo personaggi che rafforzano il prodotto stra-ordinario, tipo Donald Duck.

E OGGI ????


Oggi il mondo dei cartoni offre una nuova pandemia, si tratta di Peppa Pig. Esordio nel 2004, in un circuito molto minore, fu rifiutato dall CBS, che geni vero??
Da quell’anno l’ascesa è incontenibile.
Sicuramente è differente da tutti gli altri cartoni, molto differente, si riconoscono subito.
Molti lo considerano BRUTTO, e quindi non ottimo, ma è proprio questo che ha colpito i piccoli e la pandemia è scoppiata.
( una bella analisi del cartone: http://www.vitazerotre.com/2012/08/perche-i-miei-figli-vanno-matti-per.html)
Pensate nell’era dell’iper digitlizzazione, con effetti mirabolanti, cosa è prodotto stra-ordinario e perciò pandemico?
Un cartone tipo Pop-art, fatto senza prospettiva e con banalissimi elementi grafici.
In Italia è approdato nel 2008-2008 , e solo a fine 2011 credo hanno iniziato il merchandising in Italia, mal gestito, ora meglio.
In Inghilterra in meno di due anni esiste un parco giochi a tema e questa estate a rimini una radio o un centro balneare ha ospitato in consolle in spiaggia peppa pig e hanno bloccato il lungo mare.
Insomma è la nuova ennesima pandemia per piccoli.
Il desiderio dei piccoli viene soddisfatto da un mondo che li tranquillizza li rasserena e a dire il vero cerca di educarli al rispetto dell’altro e delle regole, in forma di risata maialesca,e
funziona!!!!!

Mi preme sottolineare che Peppa Pig non è diretta discendente del successo Disney, in mezzo ci sono stati molti altri cartoni pandemici tipo i super eroi, le winx, i giapponesi ecc. ecc.

Ecco le due storie messe a confronto sono molto interessanti per chi fa marketing.
Volevo solo sottolineare le caratteristiche di come un marketing pandemico si diffonde:
– fallimento o rifiuto iniziale
– miglioria prodotto stra-ordinario
– comprensione di desideri latenti da parte della domanda creante
– accoglienza e nascita della domanda
– diffusione del prodotto dato dal fattore presa
– concorrenza e competizione da monitorare
Insomma la domanda a questo punto è: chi sostituirà Peppa Pig
e creerà una offerta pandemica?

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2 thoughts on “marketing pandemico: da topolino a peppa pig

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