L’innovazione di prodotto pandemico: Smith and Wesson

Storia Smith and Wesson : gli inizi problematici

Horace Smith e Daniel Wesson fondarono la loro azienda nel 1852 a Norwich, Connecticut, con l’obiettivo di commercializzare una pistola con meccanismo di ripetizione a leva che utilizzasse una cartuccia autocontenuta (che comprendesse cioè polvere, palla e innesco).
due soci ed amici erano due appassionati di belle speranze, senza eccessivi fondi e con un grande sogno comune nel cassetto. Il progetto che faceva da nave ammiraglia della neonata società era una pistola la cui munizione era una speciale cartuccia auto contenuta, che da sola conteneva palla, polvere e meccanismo di innesco. In questo i due furono precursori dei tempi, e forse fin troppo.
Il primo modello non ebbe successo, e nel 1854 la compagnia ebbe grossi problemi finanziari che costrinsero i due soci a vendere tutto al produttore di camicie Oliver Winchester il quale seppe sfruttare meglio l’idea del sistema di ripetizione a leva e, basandosi su di esso, creò poi i suoi famosi fucili e carabine.
La pistola su cui Smith e Wesson puntavano ogni loro speranza per il futuro funzionava con meccanismo di ripetizione a leva, e con la cartuccia auto contenuta di cui dicevamo. Il tentativo fallì. Ben presto ridotti sul lastrico, i due soci dovettero risolversi, a causa della scarsa risposta del mercato nei confronti delle loro idee innovative, a vendere tutto. La ditta nel 1854 fu rivelata, e con successo, da un imprenditore che rispetto a loro aveva maggior stoffa per gli affari: Oliver Winchester. Questi sfruttò meglio le idee “ereditate” da Smith e da Wesson assieme all’acquisto della loro azienda, e valorizzò con maggior successo commerciale l’idea della pistola con sistema di ripetizione a leva.
Nel 1856 Smith e Wesson formarono la loro seconda società per produrre una piccola rivoltella disegnata per utilizzare la cartuccia calibro .22 Rimfire (cioè a percussione anulare) che avevano brevettato nell’agosto del 1854. Quest’arma fu la prima ad utilizzare munizioni autocontenute ad avere un certo successo.
Nel 1857 la Smith & Wesson iniziò la produzione dei primi revolvers della storia, utilizzanti cartucce metalliche e a retrocarica del tamburo, brevetto detenuto in esclusiva fino al 1869. Le rivoltelle Smith & Wesson, calibro 22 e calibro 32 a percussione anulare, ideali armi da tasca, furono vendute in enormi quantità, soprattutto durante la guerra di Secessione. /em>

Oggi come esempio prendo spunto da una notizia appresa tramite un programma tv sulla azienda americana
produttrice di pistole Smith and Wesson.
Sopra ho riportato un breve sunto degli inizi.
I due erano degli innovatori e appossionati, avevano in mente di realizzare un prodotto stra-ordinario,
lo realizzarono, tuttavia pur essendo innovativa, in tempo dato il momento storico di mercato,
forse anche l’ambiente ubertoso giusto, fallirono.
Non sono riuscito a trovare aneddoti sul perchè non riuscirono ad aprirsi un mercato sufficientemente
importante da rendere la loro offerta generatrice di ricchezza.
Penso che il principale motivo era dovuto alla poca praticità e maneggevolezza e al prezzo
non proprio economico.
Fatto sta che chiusero e per i debiti contratti cedettero il brevetto a Winchester, che all’epoca era
assai ricco e bravo imprenditore di …. camicie. Ma egli capì come far fruttare l’idea tanto è vero
che oltre all’idea si prese un valente giovane che gli perfezionò il pordotto stra-ordinario e
riuscì a crearsi un mercato, ma non per la pistola, per il più famosos fucile della storia americana
che appunto porta il suo nome.
I due Smith e Wesson non si arresero e crearono una nuova azienda con un nuovo e migliore brevetto
che ebbero in esclusiva per oltre 10 anni, fino al 1869 così diventarono la principale rivale della affermata
Colt.
Quello che mi preme sottolineare dalla storia in questione sono i seguenti punti:
– Innovare è Fondamentale, tuttavia il Fallimento fa parte dell’innovazione.
– Occorre quindi capire che il Fallimento di un idea che realizza un prodotto è
il seme per i futuri successi.

Motivi del fallimento :
– prezzo basso o non competitivo
– prezzo alto e non competitivo
– prodotto difficile da far accettare in breve tempo
– prodotto con scarsa produttività, ovvero non si riesce ad
abbattere i costi per ottenere un leva finanziaria importante, si rimane
in pratica a livello prototipia artigianale.
– Offerta che non suscita una domanda, per svariati motivi, tra cui: il tempo giusto per uscire,
lo spazio ovvero dove venderlo, come venderlo
– Distributori o agenti di vendita incapaci di cogliere la novità e rovina creazione
di mercato.

Insomma sono i soliti problemi da sempre, il bravo imprenditore sa
che il fattore presa è fondamentale, se non scatta
meglio modificare qualcosa e riprovare.
Il fattore presa dato in genere dalla legge dei pochi è FONDAMENTALE
PER INNESCARE L’EPIDEMIA DI UN PRODOTTO PANDEMICO.
Senza questo l’innovazione risulta fine a se’ stessa, fino
a quando arriva un Winchester qualunque a capire come
rendere pandemico il prodotto.

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