MAKERS: dalla passione alla visione di una mission per un prodotto stra-ordinario

CHI CREA PRODUCE IL PARASSITA RUBA
CHI CREA PENSA IL PARASSITA COPIA …
CHI CREA TENTA LA CONQUISTA DELLA NATURA
IL PARASSITA DEGLI UOMINI
CHI CREA TENDE ALL’INDIPENDENZA IL
PARASSITA DIPENDE DAL SUO POTERE SUGLI ALTRI.
Ayn Rand
“la fonte meravigliosa”

In questo inizio di autunno lavorativo passata l’estate intendo prodigarmi
nel mio piccolo per stimolare una riflessione e tentare di dare uno stimolo
a tutti coloro che sono di buona volontà.
Lo spunto me lo ha dato l’ultimo libro di Anderson, “makers”.
Dopo aver spiegato la coda lunga, cfr mio post precedente, Anderson scrive di come
oggi più che mai si possa sfruttare la voglia di ognuno di noi di essere differente dagli
altri.
Uno dei modi con i quali esprimiamo la nostra personalità è quella dello sviluppo delle nostre
passioni. Esse necessitano soddisfazioni specifiche e non generiche, per questo
si assiste a un enorme proliferarsi di “makers” e a loro volta fanno emergere delle
domande occulte che re-agiscono con entusiasmo.
In pratica in ogni settore ove in genere esiste un leader di mercato nascono diversi piccoli
produttori “makers” che creano delle piccole differenziazioni rispetto al leader, queste
differenze spesso sono premiate da una cospicua offerta, a volte invece l’offerta è sufficiente solo
per sostenere l’Hobby del “makers”.
” un miliardo di piccole opportunità imprenidoriali che possono essere scoperte e sfruttate da persone intelligenti e creative” .
Riporta da un autore il sig. Anderson a pag. 275 ultima edizione.
Ecco questo è proprio il momento adatto per il popolo italiano, dal medio-evo sempre pronto
a intreprendere iniziative imprenditoriali in piccolo, con la propria famiglia e tra le famiglie.
Fulgido esempio ne sono i centinaia di distretti industriali italiani, nati proprio in una epoca
dove i Makers la facevano da padroni.
(in una altro mio blog:orlandifurioso.blogspot.com/
parlerò di come sia impossibile fare impresa in Italia).
Dunque è il momento di partire a essere “makers”, io stimolo sempre i miei allievi a fare qualcosa,
a scegliere scuole e università del fare, di pensatori inerti ne abbiamo fin troppi.
La passione che avete, che abbiamo trasformatela in Prodotti Stra-ordinari.
Certo un minimo di cultura di marketing, non di pubblicità, ci vuole, per questo mi sono permesso di offrire la mia piccola consulenza GRATUITA.
Anderson la chiama la terza rivoluzione industriale: ” … vista come la combinazione della manifattura digitale
e di quella personale. l’indutrializzazione del movimento dei makers”.
Ecco da qui possiamo e dobbiamo ripartire da par nostro, con le nostre capacità
e soprattutto con le nostre passioni.
La passione stimola la Vision e la Vision può favorire molte Mission per creare prodotti viral pandemici.

Ricordo che non occorre esplicitare la vision o la mission, tutt’altro spesso sono solo dentro
colui che è un “makers”.

Ricordo che a suo tempo, fine anni ’80, il prof. Porter, canadese, nel suo celebre “il vantaggio competitivo delle nazioni” scrisse proprio
delle capacità italiane di fare distretti del fare mono-prodotti come uno dei vantaggi incolmabil, cosa che i nostri professori raccomandati se ne sono accorti oggi che i distretti sono FINITI.
Oggi occorre prendere di nuovo altre strade del fare e assurgere a produttori i creativi di ogni sorta.
Diversamente da prima ma con la stessa voglia di essere “Makers” di passioni.
Coraggio

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