Sinestesia e Mission: il profumo nel marketing pandemico

Patrick Suskind:
“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi.”

Prendo spunto da questa splendida frase di Suskind tratta dal suo celebre e tragico best-seller “il profumo” per approfondire la tematica relativa alla sinestesia incrociandola con la Mission.
La Mission è una esplosione realistica della vision, pertanto genera un seme che una volta piantato dovrebbe germogliare e instillare nelle persone la volontà di desiderare il nostro prodotto.
Dovrebbe, ricordiamo che la prova è sempre la realtà induttiva, non la deduttiva.
Ecco tutto quq, si tratta di solleticare la volontà, che molto spesso non riconosce ciò che vuole, sente che manca qualcosa ma non lo identifica chiaramente fino a quando non viene in contatto sensoriale con il prodotto che esce dall’ordinario.
Una sensazione che conoscono molto bene le mie amiche, le quali ogni volta pronunciano la fatidica frase, non ho nulla da mettermi, vorrebbero esprimere la volontà di cercare qualcosa che possa loro soddisfare non il bisogno di vestirsi, per quello hanno gli armadi pieni, ma il
DESIDERIO DI ESSERE SEMPRE DESIDERATE A SE STESSE E AGLI ALTRI.
Ecco secondo me ciò vale per tutti i prodotti, e la mission lo deve incorporare, sia esplicitamente che implicitamente.
La volontà è la grande conquista del mondo filosofico cristiano, afferma Hanna Arendt a conclusione dei suoi studi sulla mente umana, essa non è presente nel mondo greco ove impera il FATO, il Tutto scritto.
Da noi regna la volontà di fare o non fare, di essere o non essere, di avere o non avere,
dipende da noi, e per me che sono cristiano la grazia ci guida, ma è una guida che stimola
e basta, sta a noi seguirla o deviare.
Chiediamoci dunque : La Volontà cosa la piega?
Ecco certamente un prodotto stra-ordinario, per vari e molteplici motivi, non deve essere perfetto, ma solo STRA-ORDINARIO, che vada al di là di cio’ che reputiamo normale,
la perfezione lo ucciderebbe e farebbe paura al contempo.
La paura blocca la volontà.
Ma non basta, per trasmettere la stra-ordinarietà occorre penetrare le infinite barriere
della volontà, una appunto la paura e magari scatenare il fattore presa.
Ecco allora che una ottima tattica è l’utilizzo del sensoriale, e tra i sensi il primo
che colpisce il cervello non è l’occhio, o il tatto, bensì l’OLFATTO.
Un odore ci conquista o ci ripugna, è in grado di piegare la volontà per un verso o per l’altro.
Un odore nuovo diverso può generare e scatenare la legge dei pochi.
Pertanto invito tutti coloro che lavorano nel Marketing a tenere in Massima considerazione
l’aspetto sensoriale dell’olfatto,
Fate fare corsi di formazione ai ragazzi dietro al bancone, anche per riconoscere
i profumi di base delle clienti, in modo già da percepire i loro desideri ed esaudirli.
Differenziate i vostri pacchi con degli odori appositi,
regalate ODORI POSITIVI,
Il mondo ve ne sarà grato!!!

p.s. ringrazio per la riflessione una mia allieva che sta cercando una mission
per la sua prova d’esame e che mi ha inviato la splendida citaziona. Grazie Elisa

2 thoughts on “Sinestesia e Mission: il profumo nel marketing pandemico

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