L’Antropologo d’Impresa brain-storming per diffondere una Pandemia Sportiva con il Marketing Pandemico

In questi giorni di euforia olimpica mi viene spontaneo parlare di sport. Parliamo di come poter diffondere una PANDEMIA SPORTIVA attraverso  strategie e tattiche di Marketing Pandemico per poterlo divulgare tra i giovani. Seminare iniziative e focolai di sportività per chissà ottenere un cospicuo aumento di praticanti in particolare per gli sport che in Italia NON  vengono considerati, dato che esiste SOLO IL CALCIO e poco altro, pallavolo e basket e ciclismo  ma lontanissimi.

Si perché sappiamo tutti che in Italia si parla solo di uno SPORT, e si “pratica a parole” SOLO uno sport e suoi mini derivati. Gli altri sport sono poco o nulla considerati minori e poco praticati.

Dalla Statistica che ho trovato dal sito del CONI,  leggi qui doc. in pdf   il comitato Olimpico Nazionale, si evince chiaramente che gli sportivi tesserati italiani sono circa 4 milioni su una popolazione di circa 65 milioni. Se lo paragoniamo alla Germania sono solo un terzo rispetto ai loro 12 milioni di praticanti su una popolazione di circa 75 milioni. Per non parlare poi della  Gran Bretagna patria dello sport moderno dove i praticanti a parità di abi

il meraviglioso gioco del Badminton

tanti è di oltre 4 volte quelli italiani, cioè oltre 16 milioni.

Mi sono ripromesso di non fare polemiche (ce ne sarebbero di cose da dire) , pertanto scrivo questo post come se fosse un Brain-storming fatto a casa, con idee bislacche, per puro divertimento intellettuale mentre mi godo al mattino la registrate delle gare Olimpiche di RIO.

Ipotizzo che come   Antropologo d’impresa  vengo chiamato da alcune federazioni per iniziare un percorso strategico per diffondere i loro meravigliosi sport GRAZIE a una PANDEMIA SPORTIVA.

Dato che adoro lo SPORT quello vero, che ho praticato seriamente fino all’et à di 22 anni, iniziando con la ginnastica attrezzistica fino a 16 anni, ed in particolare ho la passione di seguirli spesso e volentieri, le Olimpiadi da sempre mi iNCHIODANO davanti al televisore. Sono un appassionato cronico.   Adoro in particolare uno Sport che si chiama Badminton ( Ho scoperto che in Italia ci sono circa  90 mila praticanti , sono 4 volte tanto quelli che praticano la scherma!!!) , capisco poco di quelli di lotta e boxe, tanto meno il canottaggio. Essendo poi marchigiano il fioretto è sempre nel mio cuore.

I praticanti di questi  sport sono Pochissimi, sui 4 milioni un milioni sono del calcio, dei 3 milioni un milione racchiudono gli sport di pallavolo basket e tennis, con circa 300 mila a testa. Il resto diviso dal minimo di 10 mila a 100 mila, ad es. la vela solo 110 mila, badminton 90 mila, tiro a volo 20 mila, scherma idem. Insomma POCHI POCHI POCHISSIMI Praticanti e iscritti.

Perché? Ci sono dei Gap culturali, sicuramente, ci sono dei problemi strutturali, Sicuramente vero per alcuni sport che impongono costi enormi di struttura, MA per gli altri?

Ad quelli di lotta, quanto costa un TATAMI? Oppure tiro con Arco, o Badminton, non penso che non si possano praticare con minimi investimenti. Considerando che le PALESTRE scolastiche ci sono un po’ ovunque e generalmente sotto-utilizzate. (così mi hanno detto i miei amici prof. devo verificare).
Secondo me particolarmente adatti ad avviare un pandemia sportiva con minimi sforzi organizzativi, continuativi e diretti dalla passione.

 Brain-storming

  CONTAGIO PANDEMIA SPORTIVA 

a- Team Diffusione Pandemia Sportiva

1- In ogni Federazione dovrebbero esserci delle persone preposte a coordinare un Team di esperti, appassionati e professionisti per la diffusione della loro disciplina. Il Team composto da almeno 3-4 persone a livello nazionale e replicato a livello regionale o pluriregionale. Compito del Team è quello di creare le condizioni per la conoscenza e diffusione  del loro sport, contribuire alla nascita di circoli sportivi e loro supporto in tutto. Ovvio che il team deve essere composto da una persona con competenza tecnica, possibilmente ex-atleata, un organizzatore capace e un segretario per le varie burocrazie. Il Team deve impegnarsi a far conoscere territoriaalmente lo sport della federazione di riferimento in particolare in costante contatto con il territorio e le scuole.

Coinvolgimento dei Giovani e della Scuola. 

I giovani NON conoscono che il Calcio, la Pallavolo e il Basket e la palestra di culturismo (che non è sport esattamente ). Raro che ci siano giovani  che conoscano la scherma, il badminton, la lotta greco-romana. Diciamo la verità la scuola apporta ZERO contributi alle federazioni in termini di conoscenza del loro sport. Io penso che sia un assoluto spreco. Ricordiamo che per diffondersi il Contagio della Pandemia di un Prodotto un valido modo è l‘ESPERIENZA DEL PRODOTTO LEGGI QUI

Facciamo alcuni esempi di come il Team potrebbe operare:

  1.  Organizzare incontri con i prof. di ed. fisica per coinvolgere quelli interessati al progetto, con progetti da inserire nei POF delle scuole.
  2. fornire  materiali, incontri, tecnici, video alle scuole anche in comodato d’uso.
  3. organizzare un torneo tra classi o tra scuole con arbitri federali, in modo da dargli importanza e creare una sorta di EVENTO SPORTIVO TERRITORIALE. Insomma facciamo gasaare i ragazzi che fanno il nostro sport, fargli sentire il peso e la responsabilità di rappresentare la propria scuola o regione o città, anche in piccolo.
  4. cercare di realizzare incontri pomeridiani che possano essere da prodromo di circoli sportivi della federazione. questo il vero obiettivo, iniziare una cellula di interessa che sia una Pandemia Sportiva. Le Palestre delle scuole di pomeriggio possono essere impegnate dalle federazioni.
  5. Organizzare magari una esibizione in collaborazione con il comune con i ragazzi e atleti che si esibiscano, Deve però essere un EVENTO in Grande e realizzato dai professionisti del settore comnicazina non dall’ufficio comunale, lasciate prendere loro il cappuccino in pace, usare le professionalità territoriali, tipo radio, p.r. discoteche ecc.ecc.

C- Ricerca Finanziamenti

Inutile dire i soldi sono sempre pochi e pochi vanno alle federazioni, eppure le opportunità di finanziamento  vanno comunque cercate. Supponiamo che si coinvolga una scuola di 4 sez. di secondo grado con oltre 20 classi, circa 600 ragazzi. Se dovessero giocare a badminton avrebbero bisogno della attrezzatura giusta. Magari si potrebbe chiedere a i mega store sportivi, che ormai coprono il territorio nazionale di essere sponsor locale. Se poi esplode lo sport di riferimento potrebbe avere un vantaggio competitivo da sfruttare con promozioni e pubblicità. Tentare la carte delle promozioni sportive con i negozi locali o aziende locali. (se poi a livello di governo ci fosse una decurtazione tasse per le impressi che investono in sport-scuola, sarebbe oro colato).

Oppure la richiesta di Sponsor Tecnici dei materiali usati che potrebbero essere interessati a diffonde il loro Brand tra i giovani. Da realizzare a livello nazionale valido a livello locale.

Oppure un Brand Nazionale di varia natura che magari si leghi al progetto Scuola. Penso all’oBBLIGO per esempio della Ferrero, in quanto in moltissime scuole le macchinette sono strapiene dei loro prodotti. Magari il Coni potrebbe fare una sorta di Moral Suasion.

d- Post Olimpiade

Sono sicuro che lo fanno già, ma meglio approfondire il tema.. Diffondere gli Sport Olimpici tramite l’incontro con un Olimpico, medaglia o non Medagliato è sempre un buon punto di partenza, ma se i ragazzi NON toccano, non vedono, non provano, rimane poco. Gli Atleti sarebbero “costretti” in alcuni periodi per loro “morti” a fare questo sforzo, ma essendo pagati dalle forze dell’ordine, generalmente, non dovrebbero tirarsi indietro. Vanno comunque Pagati per questo in più.

 Incontri sono necessari MA solo se affiancati a un progetto di Pandemia Sportiva. Ovvero durante il progetto come perfezionamento atleti, o come torneo di esibizioni finali.

Insomma gli Atleti sono i primi sponsor del loro sport, ma se lo sport NON lo si pratica nella scuola, possono solo essere dei personaggi e basta, e non degli agenti Pandemici leggi qui.

e- Grafica e Comunicazione Pandemia Sportiva

Importante poi legare il progetto e la federazione stessa a strumenti di programmazione professionali di tipo PANDEMICO LEGGI QUI. 

Fondamentale e non marginale realizzare una grafica accattivante che identifichi subito la federazione, così da inviare a seminare una comunicazione che dia PANDEMIA SPORTIVA nel tempo. Anche questo contribuisce. Si potrebbero coinvolgere direttamente i ragazzi delle scuole superiori negli ist. professionali che fanno grafica, in modo che da loro provenga un logo o un tipo di comunicazione utile allo scopo. NON SOTTOVALUTARE QUESTO ASPETTO, ogni Brand per quanto abbia una  Prodotto Stra-ordinario affianca una la comunicazione pandemica è da guerriglia

Insomma ho buttato là alcuni spunti, chissà magari possono essere utili per diffondere la PANDEMIA SPORTIVA in italia.

 

La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa

 

L’estate è il momento dell’anno dove passo più tempo in giro per strada, per ristoranti, rivendite, out-let, negozi, bar, chalet, parchi giochi pubblici e privati.

Mentre giro per  questi vari posti una parola sola mi viene in mente:

SCIATTERIA.

Trovo la maggior parte dei posti che visito molto SCIATTI, trascurati, con oggetti “buttati là”, non curati, irrispettosi delle persone che magari sono interessati a dare fiducia. Se da luoghi pubblici in Italia è la norma, e non possiamo farci nulla, sappiamo perché e chi comanda, quello che mi sorprende è invece il modo di presentarsi  dei piccoli grandi imprenditori o startupper che hanno poca o nulla cura delle loro imprese o prodotti e quindi delle persone.

Bar e Ristoranti sporchi, poco accoglienti, con luci crepuscolari, con sedie e tavolini scomodi. Per non parlare poi delle casse dove andare a pagare è un superare gli ostacoli di vario genere, in quanto incassate in posti  piene di ogni cosa tranne che di un pertugio per pagare. Conseguenza lentezza nel pagare e scomodità per il cliente massima.

Negozi piccoli con migliaia di oggetti spesso inutili, mal esposti, mal evidenziati e personale vestito in modo trascurato, molto spesso con personale  senza alcuna competenza o cognizione di causa di cosa vende. Passi per i gadget di poco valore, ma risulta essere grave quando si vendono presunte prelibatezze locali. Credo che  un minimo di competenza e soprattutto di passione del prodotto esposto non guasterebbe anzi.  (A volte mi capita di chiedere informazioni e mi sento dire, “dicono che sia eccellente da quanto lo vendiamo ma sa io non “mangio” questo prodotto “. Si commenta da sé, in pratica  come dire: sono qui solo per lo stipendio e basta, il resto non mi interessa compreso lei.)

Insomma, ovunque mi giro ho trovato spessissimo conferma alla mia sensazione:

le imprese e Startupper

ITALIANE SONO SCIATTE.

Secondo il dizionario TRECCANI :

sciatterìa 

L’essere sciatto, trascuratezza nella cura della persona,

nell’esecuzione di un lavoro,

nell’esercizio di un’arte;

sia con riferimento a un singolo atto, sia per indicare un’abitudine, un atteggiamento consueto:  in tutto ciò che fa mostra la sua sciatteria;

un lavoro eseguito con sciatteria.

Ecco cari amici imprenditori o startupper se intendete aprire una impresa o START-UP con il vostro bellissimo prodotto Stra-ordinario o Mucca Viola una della primissime azioni che dovete curare è l’esatto opposto della SCIATTERIA ovvero fate che la vostra impresa sia: 

  • ELEGANTE

  • CURATA

  • RAFFINATA

Elegante deriva dalla radice indoeuropea  che sta a significa UNA cosa Ben Scelta, quindi tutto ciò che offrite alle persone deve essere BENE SCELTO E SELEZIONATO, ponete massima cura in tutto  quello che mettete in vendita e soprattutto TESTATELO non LASCIATE che siano le persone a farlo per voi.

Starteppur CURATE L’esposizione che è FONDAMENTALE, che sia la vetrina, la pagina del Web, una mensola, il bancone del Bar o del ristorante  dovete porre Massima attenzione alle cure dei particolari. leggi  La vetrina stimola il desiderio.

Sono i Particolari che le persone guardano e sorprendono le persone in positivo ed in negativo. E vi assicuro fanno la conseguenza . ( Compresa ad es. La pulizia di ambienti fondamentali il Bagno per gli esercizi commerciali.)

Spesso mi avvicino a dei punti vendita attratto da un colore, da un prodotto, ma come mi avvicino noto la SCIATTERIA del Locale trasmessa dalla mancanza di ordine, di cura nei dettagli e se posso scappo via prima possibile, se proprio non posso prendo il minimo indispensabile in quanto ripongo poca fiducia nelle persone che hanno poca cura del locale.

Faccio il seguente ragionamento: se chi gestisce il negozio lo fa così, chissà come sono i suoi prodotti, non mi trasmette fiducia.

La Sciatteria Blocca La Fiducia nell’acquisto IMMEDIATAMENTE .

Inoltre dal punto di vista del Passaparola secondo voi lo racconterò in giro?  Io penso proprio di di no. Gli studi dimostrano che  in genere siamo buoni e non raccontiamo esperienza negative, pertanto non lo diremo in giro. Rovescio della medaglia però dato che il successo della impresa dipende dal  PASSAPAROLA leggi qui questa NON SI ATTIVA per nulla, come se fosse anestetittazata dalla poca fiducia trasmessa dalla sciatteria.

Ordine, Eleganza e Cura di ogni minimo particolare devono essere sempre perseguiti.

ECCO PERCHè OCCORRE AVERE UN

 l’ANTROPOLOGO  DI IMPRESA

  colui che permette alle imprese di perfezionare

il loro rapporto con le persone e migliorare

l’eleganza, la cura e la raffinatezza

in modo da sprigionare la fiducia al massimo livello

e far scatenare una pandemia vincente grazie al

Marketing Pandemico

Con l’Eleganza, con la cura dei particolari e con la raffinatezza.

Penso sia questo un motivo valido affinché secondo uno dei massimi guru americani
Tom Kelley :

“Se di personaggi ne potete scegliere uno solo per la tua impresa allora fate che sia l’Antropologo.”

 

 

 

La Sciatteria si combatte fin da subito con la selezione del personale e con la sua formazione leggete la mitica impresa californiana:

Zappos il valore del brand attraverso la selezione e la formazione delle persone. Pandemica Passaparola.

Invece osserviamo in Italia  personale scelto a caso, nel migliore dei casi di “famiglia”,  poco formato e poco professionale e poco elegante e curato.

Secondo voi ispira fiducia all’acquisto ?

oppure frena all’acquisto?

Concludendo amici imprenditori e startupper

BANDO  ALLA SCIATTERIA

Sforzatevi sempre di migliorate  la cura, l’eleganza e la raffinatezza della vostra OFFERTA e

se avete bisogno Contattate

L’antropologo d’Impresa.

Imparare a rischiare per stimolare le reazioni emotive e scatenare il marketing pandemico

Estate, tempo di lettura, tempo di rifornire di nozioni, passioni, studi. Così dalla mia scorta arretrata di libri da leggere , finalmente ho iniziato a leggere un autore che in parte contrasta ed in parte completa autori precedentemente letti e diventati favoriti.

Si tratta del prof. George Gigerenzer, psicologista e direttore del Max Plank Institut di Berlino. Noto per essere uno studioso di come le persone prendono le proprie decisioni, ed in particolare la sua ricerca si concentra sul motivo che ci spinge a prendere decisioni POCO RISCHIOSE e Pertanto Risultano Sbagliate.

Infatti il suo ultimo libro capolavoro si Intitola:

” IMPARARE A RISCHIARE.

Come prendere le decisioni giuste”.

Sufficiente il titolo per capire quanto i suoi studi e i suoi suggerimenti possano essere utili a chi come noi si occupa di Impresa, Start-up, Marketing Pandemico, aprire Mercati, mantenerli, ampliarli e non perderli.

Siamo sempre di fronte a scelte a decisioni delicate, dobbiamo dire si, no e raramente forse. Insomma le decisioni GIUSTE sono l’ossessione di ogni Antropologo d’Impresa .

Inoltre anche per l’aspetto riguardante la comunicazione Aziendale occorre considerare le decisioni che prendono le persone che ci danno fiducia e speriamo possano comperare il nostro prodotto. Perché belle sono le parole, le presentazioni delle idee, Start-up e quant’altro, ma se poi chi deve prendere una decisione NON SI DECIDE PER IL NOSTRO PRODOTTO, AHI VOGLIA A SBANDIERARE PREMI DELLA MIGLIORE STAR-UP DEL SECOLO (a proposito ricordiamo che non sempre vince l’OTTIMO che Spesso è PESSIMO La tastiera qwerty ad Esempio

Insomma saper come le persone prendono le decisioni e spronarle a RISCHIARE per il bene delle decisioni stesse è il tema principale del libro, la cui copertina è in alto, e degli studi del bravissimo professore stesso.

Oggi ci soffermiamo solo sul primo capitolo del Libro ove a un certo punto trovo riportata questa illuminante frase:

SE C’E’ UN CONFLITTO FRA

LA RAGIONE E UNA FORTE EMOZIONE 

NON CERCARE DI RAGIONARE 

TROVA UNA EMOZIONE

OPPOSTA ANCOR Più FORTE.

Il testo riportato a pag. 16 cercava di spiegare come per convincere una persona che ha in testa un ragionamento sbagliato grazie alla non comprensione del rischio, non si può fargli cambiare idea con un ragionamento SILLOGICO greco, ma molto meglio toccare le corde delle emozioni.

Il caso era di un prof. di Statistica che cercava di far capire alla Moglie dopo i fatti dell’11 settembre che viaggiare in auto era 100 volte più pericoloso che viaggiare in auto, infatti dopo quella data si calcola  nel giro di 12 mesi ben 1600 morti sulle strade in USA a causa della insensata ritrosia a prendere gli aerei per paura di attentati.

Il prof. Tentò di mostrare alla moglie i risultati statistici, usando la LOGICA RAZIONALE, ma non c’era nulla da fare. Sarebbe stato meglio se avesse toccato le emozioni della signora attraverso questo :

“una delle emozioni che POSSONO controbilanciare i rischi terrificanti è l’amore materno o paterno. Quel professore avrebbe potuto ricordare alla moglie che facendo lunghi viaggi in macchina avrebbe messo a rischio la vita dei figli in primis, oltre che la sua e quella del marito”.

Ecco forse in questo modo,  la certezza non la si può mai avere, la signora si sarebbe potuta convincer a prendere un volo aereo.

Secondo Gigerenzer occorre ALFABETIZZARE AL RISCHIO.

Saper leggere le situazioni e Soprattutto SAPERLE COMUNICARE in modo che coloro che ricevono la comunicazione sappiano EFFETTIVAMENTE quale sia la decisione veramente rischiosa e quale invece quella POTENZIALMENTE meno rischiosa.

Nel caso in questione è MOLTO MA MOLTO Più PERICOLOSO il viaggio in auto fino all’aeroporto che il volo dell’aereo dovunque vada.

Un libro che inizia così chissà quali e quante pepite d’oro nel corso della lettura. Per ora questo mi ha fatto ha ricordato un altro autore al quale abbiamo dedicato diversi Post e che studia i “contagi” , le Pandemie e le modalità di trasmissione.

Jonah Berger nel suo “il CONTAGIOSO” elenca i 6 PRINCIPI attraverso i quali un prodotto, una idea scatena una PANDEMIA. LEGGI QUI     E     QUI

leggi la Categoria QUI

  1. valuta SOCIALE
  2. STIMOLI
  3. REAZIONI EMOTIVE
  4. VISIBILITà PUBBLICA
  5. VALORE PRATICO
  6. STORIE

Secondo Berger il terzo principio combacia con quello del professore tedesco  e permette una ottima comunicazione aziendale di prodotto :

LE REAZIONI EMOTIVE

Siamo essere umani, amiamo condividere le nostre esperienze e queste sono maggiormente condivise proprio in virtù delle emozioni che ci trasmettono.  Una fredda analisi chimica non credo ci possa convincere a mangiare un tubetto di bistecca, pur sapendo che a livello nutrizionale sia identico alla stessa bistecca, se non addirittura  meglio e più sicura.

L’emozione di addentare la bistecca, il luogo dove la mangiamo, con chi la mangiamo e persino il valore sociale di mangiarla in un posto ritenuto “fico”, il  servizio al cliente ricevuto, tutto questo ci offre una emozione IMPAREGGIABILE che difficilmente non vorremmo condividerla con gli altri.

Gli studi condotti su vari prodotti o idee hanno mostrato che TUTTE LE EMOZIONI sono VEICOLI DI PANDEMIA, sia quelle positive che quelle negativa.

LA CLASSIFICAZIONE TRA LE VARIE EMOZIONI IMPORTANTE E’ SUL TASSO DI ECCITAMENTO CHE PROVOCA.

Alto tasso di eccitamento POSITIVO : Meraviglia, Esaltazione, Divertimento

Alto  tasso di eccitamento NEGATIVO :Collera, Ansia

Basso tasso di eccitamento POSITIVO: Appagamento

Alto tasso di eccitamento NEGATIVO: tristezza.

Secondo Berger :

  • l’ECCITAMENTO SPINGE ALL’AZIONE
  • MENTRE L’APPAGAMENTO LO INIBISCE E REPRIME L’ECCITAMENTO.

“I messaggi  di Marketing tendono troppo a concentrarsi sulle informazioni ………

Dobbiamo insistere meno su dati e statistiche e

mirare di più ai SENTIMENTI,

alle reazioni emotive

che spingono le persone ad agire

pag. 121 de Il contagioso di Berger

Per concludere, a tutti coloro che si occupano di comunicazione aziendale cerchiamo di stimolare i DESIDERI delle PERSONE eccitando le EMOZIONI  Suscitanto REAZIONI ad ALTO TASSO DI ECCITAMENTO.

Non si vende un GELATO perché ci apporta zuccheri o patate perché contengono SELENIO, ma comperiamo il gelato per stare con gli amici, per l’emozione di passeggiare in riva al mare, o gustarlo di fronte al nostro programma preferito, o per le emozioni del gusto che  ci trasmette.

Le patate invece sono sempre e solo quelle che NON BASTANO MAI CON IL POLLO HAHAHAHAHA ma questa è un’altra storia per un prossimo post.

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA

SCOPRE I DESIDERI DELLE PERSONE

E

IL MODO DI STIMOLARE

LE REAZIONI EMOTIVI

ALLO SCOPO DI GENERARE

UNA PANDEMIA GRAZIE AL

MARKETING PANDEMICO. 

InnovAzioni Future aprono un mercato solo con antropologo d’impresa : la Texas Instruments e i transistor

Venerdì 29  luglio ho partecipato ad un bellissimo incontro organizzato da Futura Festival clicca qui che si svolge  Civitanova Marche Alta, dove insegno Religione presso l’I.I.S. V. Bonifazi.

Il programma prevedeva una serie di incontri dedicati al futuro imprenditoriale dell’Italia. Sono stati presentati progetti di vario tipi,

  • dal progetto di banca intesa volto ad aiutare le start-up a crescere e svilupparsi leggi qui
  • presentazione del Gruppo Loccioni forse una delle realtà imprenditoriali marchigiane, e forse mondiali,  maggiormente aperte al futuro
  • presentazioni del progetto Artigiani digitali con Giovanni Re che lo ha ben raccontato
  • presentazioni di alcune start-up in nuce, grazie alla collaborazione con Start-up Italia.
  • Il presidente di Future Concept lab Francesco Moracehttp://www.futureconceptlab.com che ha ideato il  Festival della Crescita inserito all’interno del FUTURA FESTIVAL. CLICCA QUI

Purtroppo, dato il grande caldo, la location bella ma scomoda di parcheggio, e forse la solita indolenza marchigiana ho notato poche persone all’evento, soprattutto tra i giovani. Ma diciamo che almeno la sala era abbastanza piena.

Fa ben sperare vedere e ascoltare l’energia di tutti i relatori che si sono alternati, sia da un dirigente di Banca che sembrava assai stimolante a dare contributi alle start-up, sia al saggio Sig. Loccioni che ha parlato assai bene della impresa come insieme di persone e di persone a cui vendere il prodotto come persone e non come clienti, sia alla propulsiva atomicità dei ragazzi che presentavano le loro start-up.

In particolare il fratello di un mio amico che in 3 minuti ha presentato la sua APIO come una realtà dinamica che sta per trovare una sua domanda importante a fronte di una offerta Straordinaria. leggi qui

Mentre ascoltavo e mi gasavo di tutta quella energia, mi sono venuti in mente alcune letture fatte di recente sul libro di Isacsonn, Gli Innovatori.

Mi sono ricordato dei Famosissimi

LABORATORI BELL. 

Un centro di ricerca fenomenale, che ha avuto ben sei ricercatori  insigniti del premio Nobel.

A pag. 153 del libro si legge

“I Laboratori Bell furono una fucina di innovazioni. Oltre al Transitor, svilupparono per primi i circuiti del computer, la tecnologia laser e la telefonia cellulare. 

MA SI RIVELARONO MENO ABILI

NEL CAPITALIZZARE LE LORO INVENZIONI”

Occorre dire che i laboratori erano di proprietà della AT&T, la quale già faceva una barca di soldi con le telecomunicazioni, pertanto non erano interessati, miopia di marketing , identicamente i laboratori della XEROX, PARC di palo alto  saccheggiati da Steve Jobs.leggi qui

Pertanto davano facilmente in Licenza i Loro prodotti.

Sempre per associazione di idee, mi sono ricordato dell’episodio che riguarda una azienda che nel 1952 era modesta e faceva semplici calcoli per estrazioni petrolifere, la quale decise di chiedere la licenza per utilizzo dei transistor grazie al vulcanico vicepresidente Haggerty.

L’azienda si chiamava Texas Instrument:

“La Texas Instrument era abbastanza audace da re-inventarsi, ma quelli del laboratorio Bell, vedevano di cattivo occhio e li trattarono con aperta ironia, sicuri che la irriverente richiesta potesse avere successo in un settore che iniziava a farsi competitivo.” pag. 154

Ma il vicepresidente della Texas Instrument Haggerty riuscì alla fine ad ottenere la licenza per circa 25mila dollari dell’epoca. Una volta ottenuto la licenza Haggerty capì l’importanza della Valore Innovazione, ovvero che il prezzo di 16 dollari a transistor era troppo alto per poter essere diffuso alle persone, occorreva scendere sotto i 3 dollari, e ci riuscì!!! leggi qui

Così si ebbe una esplosione vertiginosa della DOMANDA DI TRANSISTOR ma non solo grazie a ciò LA Texas Instrument realizzò uno  dei prodotti di successo della storia dell’industria mondiale:

LA RADIO TRANSISTOR  

Regency TR-1

una vera e propria

MUCCA VIOLA .

Grazie a questo prodotto iniziò l’ERA della MUSICA diffusa OVUNQUE ed il Rock and ROLL si affermò in tutto il mondo.

“Haggerty aveva l’abilità di inventare, inseguire e realizzare prodotti che straordinari, dispositivi di cui i consumatori non sapevano ancora di aver bisogno, ma che ben presto avrebbero trovato irresistibili”. Pag. 155  leggi I bisogni e i desideri

Propose la sua invenzioni a molte case discografiche, le quali con sdegno Rifiutarono l’affare, in quanto loro vendevano dischi non musica. Chissà quanti mega consulenti avevano sti geni del marketing.

Mi ricorda la celebre battuta di un grande venditore di trapani che diceva sempre:  “ Io non vendo trapani, io vendo il Buco che realizza i vostro desiderio di vedere appeso il vostro quadro, la foto di vostro figlio … , qualche oggetto che possa soddisfare questo desiderio io lo vendo, se il trapano oggi bene, domani dipende …..ma sempre i buchi venderò non i trapani”.

Nel novembre 1954 in pochissimo tempo Haggertty mise sul mercato la radio a 49,95$, rischiando sul prezzo, ma sperando di venderne talmente tanti da abbassare poi i costi, una penetrazione di mercato aggressiva. Considerato che il costo per la produzione e commercializzazione della radio non superava i 13 dollari!!! con un ricavo netto al pezzo i circa 35 dollari!!!!!!

“Divenne ben presto l’oggetto del desiderio per il consumatore e l’ossessione degli adolescenti” pag.155.

Disponibile in 5 colori: nero, avorio, mandarino, verde,grigio.

In poco tempo ne furono venduti 100.000 pezzi. Un successo clamoroso.A questo punto il mercato delle radio e dei Transitor era Aperto!!!!

Iniziò l’Era della personalizzazione dei prodotti grazie alla tecnologia.

Concludendo questo breve esempio e legandolo alla introduzione del Futura Festival faccio l’Augurio alle Start-up che sappiano coniugare le loro mirabolanti invenzioni alle capacità di chi sa aprire un mercato.

Se è sempre vero che

L’offerta crea la propria Domanda,

tuttavia la Domanda deve risultare sufficiente per alimentare nuova offerta e questo lo si ottiene se si è in grado di realizzare  una

VALUE INNOVATION

in grado di sostenere nel tempo

profittevolmente l’impresa

LEGGI QUI.

Haggerty

fu  un grande

Antropologo d’impresa

(leggi qui cosa è che fa l’antropologo d’impresa).

capiva le potenzialità di un prodotto di scatenare i desideri delle persone leggi qui e realizzò un Marketing Pandemico che aprì un enorme mercato per la sua impresa e CAMBIò IL MONDO!!

Pertanto in ogni impresa deve esserci una persona che sappia interpretare la parte dell’ANTROPOLOGO D’IMPRESA  altrimenti procuratevene uno in out-sourcing. 

(Io Sono un Antropologo di Impresa sotto il modulo per contattarmi. leggi mia bio)

Concludo con le Parole del Sig. Sandro Tiberi

(ecco il link Ove potete vedere non   CARTA

MA LA SOSTANZA DEI SOGNI ). 

“Occorre essere Bravi a realizzare

Prodotti Straordinari

e

al contempo saperli comunicare alle persone desideranti” 

Le due colonne del MARKETING PANDEMICO sono quelle che vi permettono di trovare, ampliare e consolidare il mercato e soprattutto non dimenticare la VAlue Innovation.

Enjoy Startupper